
Scarica il primo capitolo di questo libro, e immergiti nelle atmosfere descritte da Matila C.
Scarica il PDFIl capolavoro dimenticato della letteratura mitteleuropea.
Il racconto della fine della vecchia Europa e dell’arrivo di un nuovo tempo.
“Il solo romanzo in cui la vita diplomatica del periodo antecedente alla prima guerra mondiale rivela una dimensione spirituale paragonabile a quella delle Pléiades di Gobineau. E in nessun altro luogo, forse, la Londra degli anni 1910-1916 appare così magica, e purtuttavia consumata da una misteriosa malinconia interiore”: in questo modo Mircea Eliade descriveva Pioggia di stelle, primo e unico romanzo di Matila Ghyka.
Dopo decenni di oblio, Pioggia di stelle arriva al lettore contemporaneo come un’opera straordinaria nelle cui pagine rivivono quasi per incanto la Londra di inizio secolo ricordata da Eliade, gli ultimi anni della Belle Époque e gli sconvolgimenti sociali e geografici seguiti alla fine della prima guerra mondiale.
Matila Ghyka rievoca in modo magistrale un mondo ormai perduto, quello austro-ungarico tra le due guerre, che trova nella Vienna dell’Opera e dell’Hotel Sacher e nella Praga fantastica e occulta degli anni Venti la propria più caratteristica espressione.
Nell’elegante e avvolgente prosa di Ghyka, romanzo e Storia si intrecciano indissolubilmente, meravigliosamente, e seguiamo con il fiato sospeso le alterne sorti e le avventure dei protagonisti: diplomatici come il simpatico e sfortunato Napoleone di Maleen-Louis e il giovane e ambizioso Pierre Dantherieu, enigmatiche principesse quali la bellissima Théa di Wallenstein dagli occhi grigi e i capelli come pioggia di stelle, e uomini “nuovi” come il timido e riservato Massimiliano Dego, la cui reale identità egli stesso ignora…
Pubblicato originariamente nel 1933 in Francia da Gallimard e presentato per la prima volta in italiano, Pioggia di stelle è un grande e sorprendente “romanzo-mondo”, il capolavoro sconosciuto di una delle figure più affascinanti dell’intero primo Novecento europeo.
“Questo libro è strano almeno tanto quanto è bello ed esercita un fascino delicato e sorprendente”.
Emanuele Trevi La Lettura - Corriere delle Sera“Il cantore della Mitteleuropa perduta”.
Stelio Solinas Il Giornale“Ambientato fra la Vienna del tempo, una Praga occulta e lo splendore di Parigi, è da mettere accanto a “Le braci” di Sandor Marai per la bellezza della scrittura. Attenzione: mette voglia di Mitteleuropa”.
Giorgio Gizzi Tuttolibri-La Stampa“Un gioiello riemerso dall’oblio… un libro di malinconie, di amori, di incontri, di cadute e di rinascite ambientato in un’Europa centrale in cui si è appena sbriciolato l’Impero austroungarico e su cui incombe il disastro… E la (vera) Commissione internazionale del Danubio, attorno a cui si costruisce il romanzo, assomiglia pazzescamente all’Unione Europea”.
Guido De Franceschi Il Foglio





