Il mio cuore umano

Piatto Nada 2

Titolo:

Il mio cuore umano


Autore:

Nada Malanima


Prezzo:

€ 20.00


Pagine:

144


Formato:

brossura 150 x 210


ISBN:

9788899591298



Con uno scritto inedito dell’autrice. 

L’indimenticabile storia di una famiglia molto particolare e della nascita inaspettata di una bambina speciale nella Toscana degli anni Cinquanta: a più di dieci anni dalla prima pubblicazione, torna il sorprendente romanzo di esordio di Nada Malanima.

Lirico, misterioso, toccante, e un po’ magico, basato sulla storia personale dell’autrice e della sua famiglia, Il mio cuore umano è il libro che ha rivelato il talento di narratrice di una delle artiste più amate degli ultimi cinquanta anni.

Hanno detto de Il mio cuore umano:

“Nada è scrittrice autentica; ma non solo: visti gli esiti, si impone per originalità stilistica
e per forza umana, insieme ad Elena Ferrante, come una delle autrici più interessanti in Italia” - Fulvio Panzeri, Avvenire

“Sorprendente: un romanzo breve e intensissimo che racconta l’infanzia di una ragazzina tra gli anni Cinquanta e Sessanta" - Stefano Bucci, Il Corriere della Sera

“Il mio cuore umano non è l’autocelebrazione della brava cantautrice con la voce roca e il sigaro in mano, non è la dimostrazione di quanto fosse già fighissima e anticomformista a cinque anni, è il racconto della vita di campagna dei suoi nonni, gli amori degli zii, la bellezza un po’ folle della madre...” - Annalena Benini, Il Foglio

“Un po’ vita trasfigurata, un po’ zibaldone sull’abisso (mai nell’abisso) della confessione, abilmente evitando le trappole autobiografiche, emulando la lezione di Lalla Romano: inventare il vero... sul filo di un inesauribile stupore.” Bruno Quaranta, Tuttolibri-La Stampa

“In queste sorprendenti pagine da leggere d’un fiato, attraverso lo sguardo meticoloso
e compassionevole di una eccezionale bimba del Gabbro, borgo rurale in provincia di Livorno e di Macondo, si compone l’affresco realistico, magico e toccante di una comunità di cuori semplici e “umani”. 
Paolo Virzì

“Leggendo questo romanzo ho avvertito quello che Vladimir Nabokov chiamava ‘brivido alle scapole’: un brivido che, tra parentesi, mi è andato dappertutto... di dolore felliniano si plasma questo libro, nato dalla capacità di guardarsi dentro con coraggio e alle spalle con assoluta consapevolezza.” Salvatore Niffoi

“Era la fine di febbraio, esattamente il periodo di carnevale, da tutte le parti si festeggiava. Quella sera mio padre e mia madre erano andati a ballare in un paese vicino, mia madre ballò così tanto che le si consumarono i tacchi, continuò a ballare a piedi nudi, sembrava felice, tornata in sé, e la notte tardi tornando a casa mio padre fermò la vespa in una stradina di campagna e fecero l’amore sotto la luna piena. La mattina dopo quando mia madre si svegliò disse: «Gino, sono incinta». Mio padre pensò che era sicuramente l’effetto della bella serata che le faceva dire così perché i medici l’avevano detto chiaramente, non avrebbe mai potuto più avere figli...”.

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